Il forno pirolitico: ecco come funziona il forno autopulente

15/11/2019



Chi sa cos’è la pirolisi alzi la mano. Forse avrai sentito questo termine a scuola, durante una lezione di chimica. E forse saprai che si tratta di un processo di decomposizione dei materiali organici attraverso l’applicazione di calore. Ma cosa c’entra tutto questo con la pulizia del forno? Te lo dico subito: i forni pirolitici sfruttano questo processo – e quindi temperature molto elevate – per igienizzare e carbonizzare (letteralmente) lo sporco e i grassi presenti lungo le pareti interne, sulle teglie e sulle griglie, in totale autonomia.



La pulizia del forno ad incasso rientra in quell’elenco di attività – così come la pulizia del frigo – di manutenzione degli elettrodomestici della cucina, inevitabili e impegnative, soprattutto se usi molto spesso questo apparecchio e se è installato sotto il piano cottura. Se poi il tempo a disposizione è poco, occorre trovare una soluzione efficace e poco dispendiosa che ti venga in aiuto. Avere un forno ben pulito è importante per ragioni igieniche, ma anche perché migliora le prestazioni e assicura la lunga durata dell’elettrodomestico. Ti spiego come funziona un forno pirolitico autopulente.

Il forno pirolitico: funzionamento

Come già accennato, il forno a incasso pirolitico dispone di una funzione di pulizia automatica mediante calore che si attiva con un semplice gesto, selezionando l’opzione dedicata sul pannello dei comandi. Il vano interno raggiunge in pochi minuti una temperatura particolarmente elevata (intorno ai 500° C) per effetto della quale lo sporco provocato da schizzi o vapori degli alimenti viene carbonizzato e ridotto in cenere. Terminato il ciclo di pulizia pirolitica, un apposito segnale acustico avverte che il forno può essere aperto per rimuovere con un panno umido i residui della carbonizzazione che si sono depositati sul fondo del forno. In alcuni modelli, è presente una vaschetta rimovibile per la raccolta della cenere. In genere, questi apparecchi integrano tre diversi livelli di pirolisi che variano per durata del programma di pulizia (da 1 a 3 ore) in funzione del grado di sporco da rimuovere. Ad esempio, il primo livello è utile se vuoi semplicemente rimuovere i cattivi odori derivati dalla cottura degli alimenti, mentre il terzo livello è consigliato per lo sporco più difficile e incrostato. Da tenere a mente che, durante il ciclo di pirolisi, non è possibile utilizzare il forno per cuocere le pietanze. 

Il forno pirolitico: quali sono i vantaggi?

I benefici di un forno pirolitico sono evidenti. Innanzitutto, il risparmio di tempo in cucina. Il ciclo di pirolisi funziona in totale autonomia e sicurezza: non è necessario essere presenti durante il programma di pulizia, poiché viene gestito tutto in automatico dal forno. Basta solo impostarlo e avviarlo. Inoltre, l’innalzamento della temperatura interna si accompagna ad un sistema di blocco dello sportello che – tra l’altro – non si surriscalda nella parte esterna, così da evitare il pericolo di scottature o danni ai mobili della cucina. Inoltre, questi forni integrano un sistema avanzato di ventilazione che fa diminuire in poco tempo i gradi centigradi interni. La pirolisi è poi un sistema di pulizia ecologico, in quanto non comporta l’uso di detergenti o di prodotti chimici nocivi per la salute e per l’ambiente. Ed è più efficace di altre metodologie non inquinanti e casalinghe come il limone, l’aceto o il bicarbonato.